"Quando il viandante canta nell'oscurità, rinnega la propria apprensione,

ma non per questo vede più chiaro"

(S. Freud)

PUBBLICAZIONI

IL CORPO E L'OPERA

 

Volontà di godimento e sublimazione

 

(Quodibet Studio, 2015)

 

 

Di che cosa abbiamo paura? Del nostro corpo, rispondeva Lacan.

 

E non perché il nostro corpo abbia dei bisogni fisiologici, come la fame,

la sete, il sonno, richieda continue cure per mantenersi sano o ci dia sofferenza e preoccupazione perché si ammala. Il nostro corpo ci fa paura perché è estraneo. Un corpo estraneo. Perché è animato da una esigenza in cui non ci riconosciamo, che non riusciamo a ricondurre alle buone ragioni del senso, che supera la nostra capacità di controllo, ci trascende e ci fa male.

 

Questa esigenza è la causa della nostra angoscia. Freud l'ha chiamata pulsione, Lacan godimento. Nel libro l'autore opera una revisione psicoanalitica di questa volontà estranea che è alla base della nostra paura.

 

Come affrontare questa paura è, invece, l'altra questione trattata nel libro, nel quale l'autore riesamina il concetto cruciale, ma finora poco elaborato nella psicoanalisi, di sublimazione, indicandolo come un possibile perno di una “nuova alleanza” con questa strana volontà che abita il nostro corpo.

 

La sublimazione, completamente ripensata a partire dall’insegnamento di Lacan, viene proposta come un modo vivibile di dire di sì alla pulsione/godimento senza esserne sottomessi, senza pagare con la propria carne, ma pagando con il corpo dell'opera.

Il corpo e l'opera_Fabio Galimberti

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